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Il visto d’ingresso per l’Italia

DiStefania Porcu

Ott 18, 2021
Il visto d'ingresso per l'Italia

Il visto per l’ingresso in Italia può essere di diversi tipi. In questa guida vi spiegherò le differenze tra le varie tipologie e quali sono i requisiti necessari per ottenerlo.

Cos’è il visto?

Il visto è un documento che certifica e autorizza il passaggio dei confini tra due Paesi. Lo Stato che accoglie lo straniero gli rilascia il certificato tramite il personale diplomatico dislocato sul territorio di partenza.

Un criterio per classificare il visto è la durata. Ci sono 3 diverse tipologie:

  • A:  in caso di passaggio aeroportuale
  • C: permanenza di massimo 90 giorni
  • D: è il visto che viene rilasciato in caso di soggiorno superiore ai 90 giorni

Un’altra caratteristica che permette di distinguere un visto è la validità territoriale. 

In questo caso possiamo avere un visto:

  • uniforme (VSU): permette a chi lo possiede di transitare su tutta l’area degli stati membri
  • con validità territoriale limitata (VTL): la persona a cui viene rilasciato può circolare esclusivamente sul territorio di uno o più Stati (ma non su tutta l’area)
  • di transito aeroportuale (VTA): lascia libertà di movimento nelle zone internazionali degli aeroporti degli stati membri
  • nazionale (VN): il titolare di questo visto può stare per un lungo periodo di tempo all’interno dello Stato che ha concesso l’autorizzazione. Questo documento permette inoltre di circolare nell’area Schengen per non più di 90 giorni (ogni 180).

 Chi ha l’obbligo di avere il visto?

Nel regolamento CE n. 539/2001 del Consiglio si può trovare sia l’elenco dei paesi i cui cittadini non devono presentare alcun documento per l’ingresso negli stati membri, sia di quelli che devono avere il visto per stare sul territorio (per un massimo di 90 giorni in un arco temporale di 180).

La materia visto di ingresso è regolamentata dal Decreto interministeriale n. 850 dell’ 11 maggio 2011 (decreto che sostituisce il precedente del 12 luglio 2000): nell’allegato A si trova la lista con i vari motivi per cui il personale diplomatico presente in una nazione estera può rilasciare un visto.

Le varie tipologie di visto

Il visto per l’ingresso in Italia può essere:

  • per adozione: è un documento che permette alla persona destinataria del provvedimento di adozione l’ingresso in Italia in maniera definitiva presso la famiglia affidataria o adottiva, grazie all’accordo tra autorità straniera e legislazione del paese ospitante.
  • visto per motivi familiari: il testo unico 286/1998 e successive modifiche ed integrazioni, negli articoli 28 e 29 dispone che il cittadino di uno stato estero può entrare in Italia per un soggiorno di lunga durata qualora abbia un congiunto residente nello stato italiano e che abbia intenzione di ristabilire l’unità del nucleo familiare.
  • per reingresso: è una tipologia di visto necessaria a chi è già in possesso di permessi CE o permesso di soggiorno, che in quel momento ne è sprovvisto ma intende proseguire la permanenza in Italia.
  • visto per invito: una persona riceve questa tipologia di visto appunto in seguito a un invito. Chi può effettuare l’invito? Cittadini italiani, persone residenti in Italia ma originarie di un altro paese dell’area Schengen oppure stranieri con regolare permesso di soggiorno.
  • per residenza elettiva: è il visto rilasciato a una persona che sceglie di trasferirsi in Italia ed è in grado di vivere senza esercitare alcun tipo di lavoro.

Sport e salute

  • visto per cure mediche: con questo visto si autorizza l’accesso allo straniero che necessiti cure mediche specialistiche presso strutture sanitarie italiane, sia pubbliche che private. In questo caso il soggiorno può essere di breve o lunga durata, ma comunque a tempo determinato.
  • per gara sportiva: questo documento autorizza uno sportivo straniero a stare in Italia per un breve periodo di tempo, al fine di prendere parte a una o più manifestazioni sportive (sia a livello dilettantistico che professionistico). Il visto per gara sportiva può essere richiesto anche da persone dello staff come coach, direttori tecnico-sportivi, preparatori atletici e semplici accompagnatori.

Lavoro

  • visto per lavoro autonomo: può richiedere questo visto chi svolge in Italia un lavoro autonomo che non sia occasionale e che appartenga ad attività commerciale, artigianale oppure industriale. Un’altra motivazione per chiedere questo visto è la costituzione di una società, di capitali o di persone, oppure per accedere a cariche societarie.  Una particolarità di questo visto è quella per la costituzione di start up innovativa e in questo caso il documento dura un anno. Entro 12 mesi la persona deve diventare membro e ricoprire qualche carica (amministratore, presidente, deve far. parte del consiglio) all’interno di una società di capitali.
  • per lavoro subordinato: il governo italiano stabilisce, grazie ai cosiddetti decreti flussi, il quantitativo massimo di lavoratori stranieri ammessi in Italia per lavorare sia come subordinati che come lavoratori stagionali o autonomi (qui trovi la spiegazione dei vari contratti di lavoro in Italia).
  • visto per missione: il visto per missione permette a uno straniero di stare in Italia a tempo determinato in relazione alla sua funzione di pubblica utilità, oppure per attività politiche o governative.
  • per investitori: è riservato alle persone intenzionate a investire in Italia oppure a effettuare una donazione che abbia effetti positivi sull’economia dello stato. Il visto per investitori presenta delle agevolazioni in confronto a quello che si ottiene in via ordinaria nel caso di ingresso e soggiorno.

Diplomatico e per motivi religiosi

  • diplomatico: è un documento che permette al destinatario l’ingresso in Italia e la permanenza a lungo periodo o per un tempo indeterminato. Chi ha un visto diplomatico  possiede anche un passaporto diplomatico, che gli permette di lavorare nelle ambasciate del suo paese natale presenti in Italia o presso la Santa Sede.
  • per motivi religiosi: questo documento. autorizza a entrare su suolo italiano chi abbia ricevuto ordinazione sacerdotale o un titolo equivalente, ministri di altri culti (iscritti nell’elenco del Ministero dell’Interno) che abbiano il desiderio di partecipare ad attività religiose o pastorali. In questo caso il soggiorno può essere sia di breve che di lunga durata.

Ricerca, studio, turismo e volontariato

  • per ricerca: può essere richiesto da cittadini di paesi non provenienti dall’Unione Europea che vogliano iniziare un progetto di ricerca in Italia che sia superiore ai 3 mesi. Per avere questo documento è necessario avere un nulla osta dello Sportello Unico per l’immigrazione (SUI). Oltre al nullaosta è necessario essere in possesso di un titolo di studio del paese originario, che dia accesso ai programmi di dottorato.
  • visto per studio: è il visto richiesto da studenti non residenti in Italia e che non siano cittadini dell’Unione Europea. Questo è l’unico documento accettato per l’iscrizione ai corsi di studio presso strutture italiane di istruzione superiore.
  • per vacanze-lavoro: questo visto è rilasciato esclusivamente a cittadini provenienti da paesi che hanno stipulato specifici accordi con l’Italia ai sensi dell’art. 27 del decreto legislativo 286/1998, e dell’art. 40 del D.P.R. n. 394/1999. La durata del visto è di 12 mesi, per quanto riguarda il lavoro i divieti sono all’interno dello stesso decreto del Presidente della Repubblica (394 del 1999).
  • visto per turismo: è il documento necessario ai cittadini dell’area Schengen che vogliano passare un breve periodo in Italia a fini turistici.
  • per volontariato: il Ministero del lavoro e quello dell’interno stabiliscono ogni anno il numero di cittadini stranieri che possono partecipare ai programmi di volontariato e in base a questo concedono i visti.

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Ricordati che su Youtube trovi il video relativo a tutte le tipologie di visto presenti in Italia, questo è il link

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